Il Consiglio dei Ministri dispose, a partire dal 5 novembre 1973, interventi a favore delle popolazioni dei
Comuni interessati dall'infezione colerica dell'agosto e del settembre 1973.
Il Decreto Legge che interveniva sulla questione fu il n.658/73, successivamente convertito nella legge
27/12/1973 n.868.
In particolare, l'art.9 autorizzava "la Cassa per il Mezzogiorno" ad attuare interventi straordinari
inerenti la costruzione, adeguamento e ripristino di impianti di depurazione e di trattamento dei rifiuti
solidi urbani, di reti idriche interne fognarie.
Il Consorzio Interprovinciale Alto Calore, che già aveva in corso molteplici interventi con la Cassa
per il Mezzogiorno, divenne destinatario di ulteriori ingenti somme da destinarsi prevalentemente ad opere
idriche o fognarie.
Con i predetti fondi furono progettati circa 197 interventi, tutti a carattere comunale.
Il Consorzio ha eseguito nel periodo (1960/1976) nella maggioranza dei Comuni consorziati, una serie di
impianti di depurazione a vasche Imhoff, alcuni recuperati mentre altri sono stati demoliti. Essi
rappresentano degliesempi visibili di archeologia ambientale depurativa.
La necessità di regolamentare tutta la materia della depurazione ed anche delle opere fognarie ha
portato alla emanazione della prima legge Nazionale denominata "Merli"
del 10.5.1976 n. 319 che disciplinava gli scarichi pubblici e privati, le fognature e gli impianti di
depurazione, attribuendo specifiche competenze allo Stato, alle Regioni, alle Province, ai Comuni ed ai
Consorzi: essa rappresenta il primo provvedimento legislativo organico in materia di tutela delle acque
dall'inquinamento.
L'applicazione delle Legge Merli, con l'imposizione dei limiti di scarico, portò ad una proliferazione
di progetti di nuovi impianti di depurazione denominati a "fanghi attivi" che
rivoluzionavano il sistema piuttosto statico delle vasche Imhoff, provocando una ossidazione forzata dei
liquami con specifiche apparecchiature (turbine, soffianti, flo-jet, areatori di superficie).
A seguito dell’entrata in vigore della legge n.319/73, fu realizzato l'impianto di Depurazione
comprensoriale di Avellino, del Partenio e dell'Alta Valle del Sabato.
Tale impianto (sito nel Comune di Manocalzati), venne progettato nel 1975 a servizio del Comune di Avellino,
dei Comuni situati nella fascia pedemontana del Partenio (Mercogliano, Ospedaletto etc.)e dell' Alta Valle
del Sabato(Serino, S,Michele di Serino etc.).
La Cassa per il Mezzogiorno, con provvedimenton.51602 del 21/7/1977, approvò il progetto SAF11291/868,
prevedendone un’attuazione per lotti.
L'impianto, che segue lo schema classico degli impianti a fanghi attivi a medio carico con digestione
anaerobica dei fanghi, è attualmente in grado di trattare circa 90.000 ab/equivalenti ed è in
fase di ampliamento per raggiungere una potenzialità di almeno 140.000 ab/equivalenti, pari alla
popolazione prevista nell’intero bacino all'anno 2015.