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Viene, così, distinta la funzione di programmazione e controllo, affidata all'ATO, dalla figura del gestore che deve assicurare determinati livelli di servizio, attraverso un vero e proprio impegno contrattuale, tramite la sottoscrizione di apposita convezione.

Di notevole rilevanza nell'ambito normativo il DPCM 04/03/1996.
Il decreto suddetto, sempre in attuazione del cenato comma 1 dell'art. 4, prevede, tra l'altro,:

  • l'emanazione di direttive per il censimento della risorsa idrica;
  • le metodologie per il razionale utilizzo della risorsa;
  • la definizione dei criteri per i trasferimenti di acqua;
  • la metodologia per la variante del PRGA;
  • le direttive per l’individuazione delle aree a rischio di crisi idrica;
  • i criteri per la gestione del servizio idrico integrato.

In particolare, per quanto riguarda la gestione, vengono definiti i criteri, affinchè questa persegua gli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità, richiamati al comma 1 dell'art. 9 della Legge "Galli", che disciplina l'organizzazione della gestione del S.I.I..

In ordine al perseguimento dell'efficienza di gestione, che mira a garantire la razionale utilizzazione delle risorse idriche e dei corpi ricettori, il Consorzio, prima, e la Società, oggi, sono fortemente impegnati nell'attuazione di idonei criteri di efficienza, come è rilevabile dall'attività svolta e dalle opere realizzate.

Per quanto rileva il criterio dell'efficacia è stata garantita la qualità del servizio richiesto dalle popolazioni, salvaguardando le prerogative di tutela ambientale; di quì è scaturita, pure in presenza di una risorsa idrica di elevatissime caratteristiche qualitative, l'organizzazione di un sistema di controlli in tempo reale e, attraverso autonomia, di analisi su campioni prelevati, tali da garantire il rispetto deilimiti qualitativi dell'acqua erogata.

L'obiettivo sociale per il conseguimento dell'erogazione del bene primario ha comportato uno sviluppo della rete idrica che non ha eguali nella Regione; ciò, in uno ai considerevoli costi energetici, conseguenti all'orografia estremamente accidentata del territorio servito, dove le scaturigini sorgentizie sono rinvenibili ai piedi di massicci montuosi, mentre gli abitati si sono sviluppati prevalentemente al culmine dei rilievi, ha contribuito a costituire un patrimonio complesso ed oneroso da gestire; a ciò, si aggiunga che, spesso, la risorsa idrica integrativa, per oltre il 30%, deriva da emungimento di falde profonde.

Dinanzi a tale panorama, si comprende come l'economicità del servizio deve essere mediata con costi operativi elevati.

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