La seconda guerra mondiale lasciò l'Italia distrutta, ma protesa verso la
ricostruzione. La situazione richiedeva amministrazioni pubbliche in grado di confrontarsi con la realtà
dei problemi del territorio e risorse economiche e finanziarie ingenti tali da far divenire la spesa pubblica
l’asse della strategia politica d'intervento nell'economia nazionale.
Per la risoluzione delle problematiche locali, tesa a favorire la ricostruzione e la creazione di nuove
infrastrutture, si dirottarono sia verso l'edilizia abitativa che le opere pubbliche, massicci finanziamenti.
Le principali leggi emanate in tale direzione furono la Legge 2 luglio 1949, n. 408, la legge 3 agosto 1949,
n. 589 (meglio nota come Legge Tupini) e la legge 15/02/1953 n.184 (di integrazione alla Tupini) che ha avuto
attuazione fino agli anni 70.
Il Consorzio Alto Calore fu destinatario di numerosi finanziamenti per le finalità di cui ai citati
provvedimenti.
Molti comuni all'atto dell'armistizio non erano ancora alimentati, per cui nel periodo '46-'50 ebbero inizio
progettazioni e susseguenti esecuzioni di reti e serbatoi che riguardarono Capriglia, Chianche, Pratola Serra,
Salza Irpina ecc. |